Il pasto frugale

Senza cuore

03 febbraio 2012

Tra le molte discutibili dichiarazioni rilasciate oggi da Mario Monti nel suo forum a Repubblica ce n’è una che trovo particolarmente ideologica e fuorviante. Questa:

Perché l’Italia è ridotta un po’ male? Perché per decenni i governi italiani hanno avuto troppo cuore e hanno profuso troppo buonismo sociale, soprattutto prima che arrivasse l’Europa un po’ austera a renderci più attenti…

Si potrebbe discutere a lungo sugli aspetti ideologici di simili divisioni dei ruoli (l’Europa austera e l’Italia cialtrona, per esempio) e anche di un simile lessico (il termine “buonismo”, per dire). Per adesso, stando alla sostanza, mi limito a osservare che questa giustificazione dei mali italiani e delle dure riforme considerate necessarie – espressa attraverso lo stesso lessico, la stessa divisione dei ruoli, lo stesso sottotesto politico e culturale – l’abbiamo già sentita. Esattamente vent’anni fa. Allora, proprio gli stessi che oggi incoraggiano Monti in questa direzione, a cominciare da Repubblica e Corriere della sera, la chiamavano “l’eredità della Prima Repubblica”. Vent’anni dopo, sarebbe ora che i teorici della Seconda cominciassero a prendersi qualche responsabilità. E a parlarci dell’eredità che ci hanno lasciato loro: il sistema politico, i partiti e i leader da loro promossi, i ministri del Tesoro da loro sempre e ininterrottamente elogiati quali rigorosissimi custodi del bilancio (altro che “buonismo sociale”). Ma soprattutto, prima di provare a rifilarci la stessa terapia dei primi anni Novanta, e con le stesse giustificazioni, dovrebbero spiegarci come mai non abbia funzionato finora.

   
 
Ultimi Post
  • L’esordio del Cag
    13 maggio 2012

    Il fatto che dentro il Pdl qualcuno abbia potuto anche solo ipotizzare di dare indicazione di voto per il candidato grillino Federico Pizzarotti, nel ballottaggio che domenica prossima deciderà il sindaco di Parma, la dice lunga sulle reali condizioni in cui versa la destra italiana. Tanto più dopo le parole dello stesso segno pronunciate ufficialmente [...]

  • Si è ristretta la Grande Coalizione
    8 maggio 2012

    Dove siano andati i voti in uscita dal centrodestra proveranno a dirlo, nei prossimi giorni, gli studiosi di flussi elettorali e gli esperti di sondaggi. Un fatto però colpisce immediatamente, guardando complessivamente ai risultati di queste elezioni amministrative: della frana del centrodestra, e prima di tutto del Pdl, non sembra avere particolarmente beneficiato il Terzo [...]

  • Un voto contro tutti i commissariamenti
    7 maggio 2012

    Se gli italiani volevano una buona ragione per andare a votare, nelle città in cui si rinnovano sindaci e consigli comunali, la prima l’hanno fornita i risultati che arrivano dalla Grecia: dimostrazione matematica di come il sonno della politica – anche il sonno farmacologico indotto dalle autorità europee – non generi affatto una politica rinnovata, [...]

Archivio
Tag
La sera andavamo in via Veneto